I.C.D'Aosta-Scura

Napoli

ScuoleinRete

Logo Consorzio

Questo Istituto aderisce al Consorzio InRete, il portale è stato realizzato con il CMS accessibile Logo ITcms

 

trasparenza

Eipass

eipass

scuolanext-accesso docenti

*

scuolanext-accessofamiglie

*

Statistiche

Accessi totali:43914

Pag. Visitate:154389

Accessi di Oggi 0

Pagine di Oggi 0


Utenti Registrati: 122

L'ultimo stato: Carmelanapoletano26
il 12-10-2017 [22:10]


Utenti Online:2
Anonimi: 2
Registrati: 0

valutazione rischio     

 

Distretto Scolastico n. 47
ISTITUTO COMPRENSIVO STATALE
“A. U. DUCA D’AOSTA”
Scuola Primaria L.go Porteria del Consiglio - Na Tel/Fax 081 419220
Scuola Secondaria 1° Grado - Via Flavio Gioia 85, Na - Sede Centrale
Tel/Fax 801 5520537 Codice Fiscale 80050340639
 
 
 
 
PROT. ___________DEL 20/12/2010
 
AGGIORNAMENTO
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
(Artt. 17, 18, 28, 29 Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81
aggiornato con le modifiche introdotte dal Decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106)
 
 
VALUTAZIONE DEL RISCHIO STRESS LAVORO-CORRELATO
(In accordo alle indicazioni della Commissione consultiva emanate con nota del 18 novembre 2010)
 
 
 
La valutazione dei rischi e il relativo documento saranno rielaborati:
·         in occasione di modifiche del processo produttivo o dell'organizzazione del lavoro significative ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori,
·         in relazione al grado di evoluzione della tecnica, della prevenzione e della protezione,
·         a seguito di infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità.
 
 
 
PREMESSA
Il D.Lgs 81/08 introduce l’obbligo di valutazione dello stress lavoro correlato in tutte le aziende secondo i contenuti dell’Accordo Interconfederale per il recepimento dell’accordo quadro europeo sullo stress lavoro-correlato concluso l’8 ottobre 2004 tra UNICE/UEAPME, CEEP E CES – 9 giugno 2008.
L’Accordo quadro europeo mira a promuovere la crescita di consapevolezza e comprensione dello stress da parte dei datori di lavoro, dei lavoratori e dei loro rappresentanti alzando l’attenzione sui segnali che potrebbero denotare problemi di stress lavoro-correlato.
Lo scopo della valutazione del rischio stress lavoro correlato è quello di guidare e sostenere datori di lavoro e lavoratori nella riduzione del rischio attraverso l’analisi degli indicatori oggettivi aziendali e l’eventuale rilevazione delle condizioni di stress percepito dai lavoratori.
La Valutazione dei rischi, l’individuazione delle misure preventive e protettive e la programmazione sono state effettuate dalle seguenti figure:
 
                 Ruolo                                                                                                 Firma
il Dirigente Scolastico:
Prof. Eugenio Tipaldi                                                __________________________
 
il Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione:
ing. Vincenzo Parascandolo                                                             __________________________
 
previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
Sicurezza Ins. Errico Nunzia                                                 __________________________
 
 
PROT. ___________DEL   20/12/2010
 
Data certa ai sensi dell’art. 28 com. 2 D.Lgs. 81/08 come modificato dal D.Lgs. n. 106/09
Il documento di cui all'articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione può essere tenuto, nel rispetto delle previsioni di cui all’articolo 53, su supporto informatico e deve essere munito anche tramite le procedure applicabili ai supporti informatici di cui all’articolo 53, di data certa o attestata dalla sottoscrizione del documento medesimo da parte del datore di lavoro, nonché, ai soli fini della prova della data, dalla sottoscrizione del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale e del medico competente, ove nominato ….
 
Rischio stress lavoro-correlato (art. 28 D.Lgs. 81/08)
 
Con il presente documento è stato dato l’avvio alla valutazione del rischio stress lavoro correlato in accordo alle indicazioni della Commissione consultiva emanate con nota del 18 novembre 2010.
Nello specifico si è iniziata la compilazione della check list nelle parti riguardanti il contesto del lavoro e il contenuto del lavoro.
Al DSGA è stato assegnato formalmente l’incarico di reperire i dati necessari per la compilazione della check list inerente gli indicatori aziendali, tale parte verrà completata entro tre mesi dalla data di protocollo del presente documento.
Non appena saranno disponibili i dati relativi agli indicatori aziendali, non più tardi di quattro mesi dalla stesura del presente aggiornamento sarà completata la valutazione del rischio stress lavoro-correlato con la stesura di un nuovo documento di aggiornamento.
La metodica utilizzata per la valutazione del rischio stress lavoro-correlalo è conforme alle indicazioni della Commissione consultiva emanate con nota del 18 novembre 2010 riportata di seguito.
 
Indicazioni della Commissione consultiva
Quadro normativo di riferimento, finalità e struttura del documento
L'articolo 28. comma 1 del D.Lgs. 9 aprile 2008. n. 81, di seguito D.Lgs n. 81/2008. prevede che la valutazione dei rischi debba essere effettuata tenendo conto, tra l'altro, dei rischi da stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell'accordo europeo dell' 8 ottobre 2004. In ragione delle difficoltà operative ripetutamente segnalate in ordine alla individuazione delle corrette modalità di attuazione di tale previsione legislativa, in sede dì adozione delle disposizioni integrative e correttive al citalo D.Lgs. n. 81/2008, è stato introdotto all'articolo 28 il comma 1-bis, con il quale si è attribuito alla Commissione consultiva il compito di formulare indicazioni metodologiche in ordine al corretto adempimento dell'obbligo, finalizzate a indirizzare le attività dei datori di lavoro, dei loro consulenti e degli organi di vigilanza.
Al fine di rispettare, entro il termine del 31 dicembre 2010, la previsione di cui all’articolo 28, commi 1 e 1-bis. del D.Lgs. n. 81/2008, la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro ha costituito un proprio comitato a composizione tripartita il quale, a seguito di ampio confronto tra i propri componenti, ha elaborato il presente documento, licenziato dalla Commissione consultiva nella propria riunione del 17 novembre 2010.
Le indicazioni metodologiche sono state elaborale nei limiti e per le finalità puntualmente individuali dalla Legge tenendo conto della ampia produzione scientifica disponibile sui tema e delle proposte pervenute all'interno alla Commissione consultiva e sono state redatte secondo criteri di semplicità, brevità e comprensibilità.
Il documento indica un percorso metodologico che rappresenta il livello minimo di attuazione dell'obbligo di valutazione del rischio da stress lavoro-correlato per tutti i datori di lavoro pubblici e privati.
Definizioni e indicazioni generali
Lo stress lavoro-correlato viene descritto all'articolo 3 dell'Accordo Europeo dell'8 ottobre 2004 - così come recepito dall'Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008 – quale "condizione che può essere accompagnala da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro" (art. 3, comma 1). Nell'ambito del lavoro tale squilibrio si può verificare quando il lavoratore non si sente in grado di corrispondere alle richieste lavorative. Tuttavia non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro-correlato. Lo stress lavoro-correlato è quello causato da vari fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro.
La valutazione del rischio da stress lavoro-correlato è parte integrante della valutazione dei rischi e viene effettuata (come per Tutti gli altri fattori di rischio) dal datore di lavoro avvalendosi del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) con il coinvolgimento del medico competente, ove nominalo, e previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS/RLST).
È quindi, necessario preliminarmente indicare il percorso metodologico che permette una corretta identificazione dei fattori di rischio da stress lavoro-correlato, m modo che da tale identificazione discendano la pianificazione e realizzazione di misure di eliminazione o, quando essa non sia possibile, riduzione al minimo di tale fattore di rischio.
A tale scopo, va chiarito che le necessarie attività devono essere compiute con riferimento a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori, compresi dirigenti e preposti. La valutazione prende in esame non singoli ma gruppi omogenei di lavoratori (per esempio, per mansioni o partizioni organizzative) che risultino esposti a rischi dello stesso tipo secondo una individuazioni: che ogni datore di lavoro può autonomamente effettuare in ragione della effettiva organizzazione aziendale (potrebbero essere, ad esempio i turnisti, i dipendenti di un determinato settore oppure chi svolge la medesima mansione, etc.).
Metodologia
La valutazione si articola in due fasi: una necessaria (la valutazione preliminare); l'altra eventuale, da attivare nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da stress lavoro-correlato e le misure di correzione adottate a seguito della stessa, dal datore di lavoro, si rivelino inefficaci.
La valutazione preliminare consiste nella rilevazione di indicatori oggettivi e verificabili ove possibile numericamente apprezzabili, appartenenti quanto meno a tre distinte famiglie:
I.          Eventi sentinella, quali ad esempio: indici infortunistici; assenze per malattia: turnover; procedimenti e sanzioni: segnalazioni del medico competente; specifiche e frequenti lamentele formalizzate da pane dei lavoratori. I predetti eventi sono da valutarsi sulla base di parametri omogenei individuati internamente alla azienda (es. andamento nel tempo degli indici infortunistici rilevati in azienda).
II.        Fattori di contenuto del lavoro, quali ad esempio: ambiente di lavoro e attrezzature: carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti.
III.       Fattori di contesto del lavoro, quali ad esempio: ruolo nell'ambito dell'organizzazione: autonomia decisionale e controllo: conflitti interpersonali al lavoro: evoluzione e sviluppo di carriera: comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste).
In questa prima fase possono essere utilizzate liste di controllo applicabili anche dai soggetti aziendali della prevenzione che consentano una valutazione oggettiva complessiva e. quando possibile, parametrica dei fattori di cui ai punti I, II e III che precedono.
In relazione alla violazione dei fattori di contesto e di contenuto di cui sopra (punii II e III dell'elenco) occorre sentire i lavoratori e/o il RLS/RLST. Nelle aziende di maggiori dimensioni e possibile sentire un campione rappresentativo di lavoratori. La scelta delle modalità tramite cui sentire i lavoratori e rimessa al datore di lavoro, anche in relazione alla metodologia di valutazione adottata.
Ove dalla valutazione preliminare non emergano elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, il datore di lavoro sarà unicamente tenuto a darne conto nel Documento di Vantazione del Rischio (DVR) e a prevedere un piano di monitoraggio.
Diversamente, nel caso in cui si rilevino elementi di rischio da stress lavoro-correlato tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, si procede alla pianificazione ed alla adozione degli opportuni interventi correttivi (ad esempio, interventi organizzativi, tecnici, procedurali comunicativi, formativi, ecc.). Ove gli interventi correttivi risultino inefficaci si procede, nei tempi che la stessa impresa definisce nella pianificazione degli interventi, alla fase di valutazione successiva (c.d. valutazione approfondita).
La valutazione approfondita prevede la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori, ad esempio attraverso differenti strumenti quali questionari. focus goup, interviste semi-strutturate, sulle famiglie di fattori/indicatori di cui all’elenco sopra riportato.
Tale fase fa riferimento ovviamente ai gruppi omogenei di lavoratori rispetto ai quali sono state rilevate le problematiche. Nelle aziende di maggiori dimensioni e possibile che tale fase di indagine venga realizzata tramite un campione rappresentativo di lavoratori.
Nelle imprese che occupano fino a 5 lavoratori, in luogo dei predetti strumenti di valutazione approfondita, il datore di lavoro può scegliere di utilizzare modalità di vantazione (es. riunioni) che garantiscano il coinvolgimento diretto dei lavoratori nella ricerca delle soluzioni e nella verifica della loro efficacia.
Disposizioni transitorie e finali
La data del 31 dicembre 2010, di decorrenza dell'obbligo previsto dall'articolo 28. comma 1-bis. del D.Lgs, n. 81/2008, deve essere intesa come data di avvio delle attività di valutazione ai sensi delle presenti indicazioni metodologiche. La programmazione temporale delle suddette attività di valutazione e l'indicazione del termine finale di espletamento delle stesse devono essere riportate nel documento di valutazione dei rischi. Gli organi di vigilanza, ai fini dell'adozione dei provvedimenti di propria competenza, terranno conto della decorrenza e della programmazione temporale di cui al precedente periodo.
Allo scopo di verificare l'efficacia della metodologia qui indicata, anche per valutare l’opportunità di integrazioni alla medesima, la Commissione Consultiva provvederà ad elaborare una relazione entro 24 mesi dalla approvazione delle presenti indicazioni metodologiche, a seguito dello svolgimento del monitoraggio sulle attività realizzate. Le modalità di effettuazione di tale monitoraggio saranno definite dalla Commissione Consultiva.
I datori di lavoro che, alla data della approvazione delle presenti indicazioni metodologiche, abbiano già effettuato la valutazione del rischio da stress lavoro-correlato coerentemente ai contenuti dell'Accordo europeo dell'8 ottobre 2004, così come recepito dall'Accordo Interconfederale del 9 giugno 2008 - non debbono ripetere l'indagine ma sono unicamente tenuti all'aggiornamento della medesima nelle ipotesi previste dall'articolo 29, comma 3, del D.Lgs. n, 81/2008, secondo quanto indicato nel presente documento.
 
L’applicazione della metodologia si articola in tre FASI principali:
 
FASE 1. Valutazione indicatori oggettivi di stress al lavoro (compilazione della check list)
 
FASE 2. Identificazione della condizione di rischio (BASSO, MEDIO, ALTO) e pianificazione delle azioni di miglioramento
 
FASE 3. Valutazione percezione dello stress al lavoro dei lavoratori, attraverso compilazione di questionari di percezione, analizzati in modo aggregato, obbligatoria solo per rischio alto.
 
FASE 1 -VALUTAZIONE INDICATORI OGGETTIVI STRESS LAVORO CORRELATO
 
La valutazione dello stress lavoro correlato prevede la compilazione di una Check che identifica la condizione di rischio BASSO – MEDIO – ALTO relativamente a:
 
- A- AREA INDICATORI AZIENDALI (EVENTI SENTINELLA) (10 indicatori)
 
- B- AREA CONTESTO DEL LAVORO ( 6 aree di indicatori)
 
- C- AREA CONTENUTO DEL LAVORO (4 aree di indicatori)
 

INDICATORI AZIENDALI
CONTESTO DEL LAVORO
CONTENUTO DEL LAVORO
Infortuni
Funzione e cultura organizzativa
Ambiente di lavoro ed attrezzature di lavoro
Assenza per malattia
Assenteismo
Ruolo nell’ambito dell’organizzazione
Pianificazione dei compiti
Ferie non godute
Rotazione del personale
Evoluzione della carriera
Carico di lavoro – ritmo di lavoro
Turnover
Autonomia decisionale – controllo del lavoro
Orario di lavoro
Procedimenti/ Sanzioni disciplinari
Richieste visite straordinarie
Rapporti interpersonali sul lavoro
Segnalazioni stress lavoro
Interfaccia casa lavoro – conciliazione vita/lavoro*
Istanze giudiziarie

 
Ad ogni indicatore è associato un punteggio che concorre al punteggio complessivo dell’area.
I punteggi delle 3 aree vengono sommati (secondo le indicazioni) e consentono di identificare il proprio posizionamento nella TABELLA DEI LIVELLI DI RISCHIO.
 

AREA
TOTALE PUNTEGGIO PER AREA
 
INDICATORI AZIENDALI *
 
 
CONTENUTO DEL LAVORO
 
 
CONTESTO DEL LAVORO
 
 
TOTALE PUNTEGGIO RISCHIO
 

 
ISTRUZIONI PER LA COMPILAZIONE DELLA CHECK LIST
 
Si segna con la X la risposta e nella casella punteggio si riporta il valore della risposta
 

N
INDICATORE
Diminuito
Inalterato
Aumentato
PUNTEGGIO
NOTE
1
...
0
 
2

X

 
4
 
2
 

 
Si segna con la X la risposta e nella casella punteggio si riporta il valore della risposta in PUNTEGGIO FINALE
 
Quando vediamo la casella “CORREZIONE PUNTEGGIO”, riportiamo dopo il segno “-“ il valore della risposta e trascriviamo nel PUNTEGGIO FINALE il risultato
 
 

N
INDICATORE
Si
No
CORREZIONE
PUNTEGGIO
PUNTEGGIO
FINALE
NOTE
1
....

X
0

 
1
 
 
1
 
2
....

X
0

 
1
 
1 - 0
1
 
3
....

X
0

 
1
 
1 - 1
0
 
TOTALE PUNTEGGIO
2
(1+1+0)
 
 

 
Nella casella “TOTALE PUNTEGGIO” si deve inserire la somma del punteggio finale di ogni indicatore
 
 
 
INDICATORI AZIENDALI
(È stato dato incarico alla segreteria in merito alla compilazione della seguente scheda)
Gli indicatori aziendali sono riferiti all’andamento negli ultimi 3 anni
 

INDICATORI AZIENDALI
N
INDICATORE
Diminuito
Inalterato
Aumentato
PUNTEGGIO
NOTE
1
INDICI INFORTUNISTICI
0
 
2
 
4
 
.....
 
2
ASSENZA PER MALATTIA (non maternità)
0
 
2
 
4
 
.....
 
3
ASSENTEISMO
0
 
2
 
4
 
.....
 
4
% FERIE NON GODUTE
0
 
2
 
4
 
.....
 
5
% ROTAZIONE DEL PERSONALE NON PROGRAMMATA
0
 
2
 
4
 
.....
 
6
CESSAZIONE RAPPORTI DI LAVORO/ TURNOVER
0
 
2
 
4
 
.....
 
7
PROCEDIMENTI/SANZIONI DISCIPLINARI
0
 
2
 
4
 
.....
 
8
RICHIESTE VISITE MED. STRAORDINARIE MEDICO COMPETENTE
0
 
2
 
4
 
.....
 
9
SEGNALAZIONI SCRITTE MEDICO COMPETENTE DI CONDIZIONI STRESS AL LAVORO
 
0 - NO
 
4 - SI
 
.....
 
10
ISTANZE GIUDIZIARIE PER LICENZIAMENTO/ DEMANSIONAMENTO
 
0 - NO
 
4 - SI
 
.....
 
TOTALE PUNTEGGIO
 
 
 

 

INDICATORE
No
Si
ISTANZE GIUDIZIARIE PER MOLESTIE MORALI/SESSUALI
0
 
SITUAZIONE CHE VINCOLA LA VALUTAZIONE ALL’APPROFONDIMENTO SOGGETTIVO DELLO STRESS LAVORO CORRELATO
 

STIMA INDICATORI AZIENDALI L’andamento degli indicatori deve essere ricavato paragonando la media degli ultimi 3 anni al valore dell’indice nell’ultimo anno.
Esempio
Indice Infortunistico: Anno 2008 numero infortuni=2. Anno 2009 numero infortuni=5. Anno 2010 numero infortuni=2. Media sui tre anni = 3. Stima andamento = Diminuito
 

 
CONTESTO DEL LAVORO
 

 
 

FUNZIONE E CULTURA ORGANIZZATIVA
N
INDICATORE
Si
No
CORREZIONE
PUNTEGGIO
PUNTEGGIO
FINALE
NOTE
1
Presenza organigramma aziendale
0
x
1
 
 
0
 
2
Presenza di procedure aziendali
0
x
 
1
 
 
0
 
3
Diffusione delle procedure aziendali ai lavoratori 
0
x
 
1
 
 
0
 
4
Presenza di obiettivi aziendali
0
x
 
1
 
 
0
 
5
Diffusione degli obiettivi aziendali ai lavoratori 
0
x
 
1
 
 
0
 
6
Presenza di un sistema di comunicazione aziendale (bacheca, internet, busta paga, volantini….)
0
x
 
1
 
 
0
 
7
Effettuazione riunioni/incontri tra dirigenti e lavoratori
0
x
 
1
 
 
0
 
8
Presenza di un piano formativo per lo sviluppo professionale dei lavoratori
0
x
 
1
 
 
0
 
9
Presenza di momenti di comunicazione dell’azienda a tutto il personale
0
x
 
1
 
 
0
 
TOTALE PUNTEGGIO
0
 
 

 

RUOLO NELL’AMBITO DELL’ORGANIZZAZIONE
N
INDICATORE
Si
No
CORREZIONE
PUNTEGGIO
PUNTEGGIO
FINALE
NOTE
1
I lavoratori conoscono la linea gerarchica aziendale
0
x
 
1
 
 
0
 
2
I ruoli sono chiaramente definiti
0
x
 
1
 
 
0
 
3
Vi è una sovrapposizione di ruoli differenti sulle stesse persone (capo turno/preposto/responsabile qualità)
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
4
Accade di frequente che i dirigenti/preposti forniscano informazioni contrastanti circa il lavoro da svolgere
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
TOTALE PUNTEGGIO
0
 
 

 

EVOLUZIONE DELLA CARRIERA
N
INDICATORE
Si
No
CORREZIONE
PUNTEGGIO
PUNTEGGIO
FINALE
NOTE
1
E’ presente un piano di sviluppo professionale per tutti i lavoratori
0
 
1
x
 
 
1
La mancanza non dipende dal datore di lavoro (Dirigente Scolastico) ma compete alle amministrazioni centrali e periferiche
2
E’ presente un piano di sviluppo professionale solo per i dirigenti
0
 
1
x
 
 
1
La mancanza non dipende dal datore di lavoro (Dirigente Scolastico) ma compete alle amministrazioni centrali e periferiche
3
Sono definiti i criteri per l’avanzamento di carriera
0
 
1
x
 
 
1
La mancanza non dipende dal datore di lavoro (Dirigente Scolastico) ma compete alle amministrazioni centrali e periferiche
4
Esistono sistemi premianti in relazione al raggiungimento degli obiettivi di produzione
0
x
 
1
 
 
0
 
5
Esistono sistemi premianti in relazione al raggiungimento degli obiettivi di sicurezza
0
 
1
x
 
 
1
 
6
Esistono sistemi premianti in relazione alla corretta gestione del personale da parte dei dirigenti/capi
0
 
1
x
 
 
1
 
TOTALE PUNTEGGIO
5
 
 

 

AUTONOMIA DECISIONALE – CONTROLLO DEL LAVORO
N
INDICATORE
Si
No
CORREZIONE
PUNTEGGIO
PUNTEGGIO
FINALE
NOTE
1
Il lavoratore può decidere l’ordine di esecuzione dei compiti
0
x
 
1
 
 
0
 
2
Il lavoro dipende da compiti precedentemente svolti da altri
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
3
I lavoratori hanno sufficiente autonomia per l’esecuzione dei compiti
0
x
 
1
 
 
0
 
4
I lavoratori hanno a disposizione modalità di partecipazione alle decisioni aziendali
0
x
 
1
 
 
0
 
5
Sono predisposti strumenti di partecipazione decisionale dei lavoratori alle scelte aziendali
0
x
 
1
 
 
0
 
TOTALE PUNTEGGIO
0
 
 

 

RAPPORTI INTERPERSONALI SUL LAVORO
N
INDICATORE
Si
No
CORREZIONE
PUNTEGGIO
PUNTEGGIO
FINALE
NOTE
1
Possibilità di rivolgersi al dirigente superiore da parte dei lavoratori
0
x
 
1
 
 
0
 
2
Momenti di aggregazione con tutto il personale
0
x
1
 
 
0
 
3
Sono presenti rigidi protocolli di supervisione sul lavoro svolto
0
 
1
x
 
1 - 1.
0
 
TOTALE PUNTEGGIO
0
 
 

 

INTERFACCIA CASA LAVORO – CONCILIAZIONE VITA/LAVORO
N
INDICATORE
Si
No
CORREZIONE
PUNTEGGIO
PUNTEGGIO
FINALE
NOTE
1
Possibilità di effettuare la pausa pasto in luogo adeguato - mensa aziendale
0
x
 
1
 
 
0
Non si superano le ore per cui è prevista la pausa pranzo
2
Possibilità di orario flessibile
0
x
 
1
 
 
0
 
3
Possibilità di raggiungere il posto di lavoro con mezzi pubblici
0
x
 
1
 
 
0
 
TOTALE PUNTEGGIO
0
 
 

 
Se il risultato finale è uguale a 0, nella TABELLA FINALE CONTESTO DEL LAVORO alla voce “INTERFACCIA CASA LAVORO” si inserisce il valore -1
Se il risultato finale è superiore a 0, nella TABELLA FINALE CONTESTO DEL LAVORO alla voce “INTERFACCIA CASA LAVORO” si inserisce il valore 0
 
 

 
CONTENUTO DEL LAVORO
 

 

AMBIENTE DI LAVORO ED ATTREZZATURE DI LAVORO
N
INDICATORE
Si
No
CORREZIONE
PUNTEGGIO
PUNTEGGIO
FINALE
NOTE
1
Esposizione a rumore sup. al secondo valore d’azione
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
2
Inadeguato confort acustico (ambiente non industriale)
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
3
Rischio chimico
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
4
Microclima adeguato
0
x
 
1
 
 
0
 
5
Adeguata illuminazione
0
x
 
1
 
 
0
 
6
Inadeguata movimentazione manuale dei carichi
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
7
Disponibilità DPI
0
x
 
1
 
 
0
 
8
Lavoro a rischio di aggressione fisica
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
9
Cartellonistica chiara ed immediata
0
x
 
1
 
 
0
 
10
Esposizione a vibrazione superiore al limite d’azione
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
11
Adeguata manutenzione macchine ed attrezzature
0
x
 
1
 
 
0
 
TOTALE PUNTEGGIO
0
 
 

 

PIANIFICAZIONE DEI COMPITI
N
INDICATORE
Si
No
CORREZIONE
PUNTEGGIO
PUNTEGGIO
FINALE
NOTE
1
Il lavoro subisce frequenti interruzioni
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
2
La mansione del lavoratore è chiaramente definita
0
x
 
1
 
 
0
 
3
E’ presente un lavoro caratterizzato da alta monotonia
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
4
Lo svolgimento della mansione richiede di eseguire più compiti contemporaneamente
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
5
I compiti sono chiaramente pianificati
0
x
 
1
 
 
0
 
TOTALE PUNTEGGIO
0
 
 
CARICO DI LAVORO – RITMO DI LAVORO
N
INDICATORE
Si
No
CORREZIONE
PUNTEGGIO
PUNTEGGIO
FINALE
NOTE
1
I lavoratori hanno autonomia nell’esecuzione dei compiti
0
x
 
1
 
 
0
 
2
Ci sono variazioni imprevedibili della quantità di lavoro
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
3
Vi è assenza di compiti per lunghi periodi nel turno lavorativo
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
4
E’ presente un lavoro caratterizzato da alta ripetitività
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
5
Il ritmo lavorativo per l’esecuzione del compito, è prefissato
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
6
Il ritmo di lavoro è determinato dalla macchina
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
7
Il lavoratore non può agire sul ritmo della macchina
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
8
I lavoratori devono prendere decisioni rapide
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
TOTALE PUNTEGGIO
0
 
 

 

ORARIO DI LAVORO
N
INDICATORE
Si
No
CORREZIONE
PUNTEGGIO
PUNTEGGIO
FINALE
NOTE
1
E’ presente regolarmente un orario lavorativo superiore alle 8 ore
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
2
Viene abitualmente svolto lavoro straordinario
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
3
E’ presente orario di lavoro rigido (non flessibile)?
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
4
La programmazione dell’orario varia frequentemente
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
5
Le pause di lavoro non sono chiaramente definite
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
6
E’ presente il lavoro a turni
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
7
E’ presente il lavoro a turni notturni
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
8
E’ presente il turno notturno fisso o a rotazione
0
 
1
x
 
1 - 1
0
 
TOTALE PUNTEGGIO
0
 
 

 
FASE 2: IDENTIFICAZIONE DELLA CONDIZIONE DI RISCHIO
 

INDICATORI AZIENDALI
INDICATORE
TOTALE PUNTEGGIO PER INDICATORE
BASSO
0 – 25%
MEDIO
25 – 50%
ALTO
50 – 100%
DA
A
DA
A
DA
A
INDICATORI AZIENDALI *
 
0
10
12
26
28
40
TOTALE PUNTEGGIO
 
0
2
5

 

CONTESTO DEL LAVORO
INDICATORE
TOTALE PUNTEGGIO PER INDICATORE
BASSO
0 – 25%
MEDIO
25 – 50%
ALTO
50 – 100%
DA
A
DA
A
DA
A
Funzione e cultura organizzativa
0
0
2
3
5
6
9
Ruolo nell’ambito dell’organizzazione
0
0
1
2
3
4
Evoluzione della carriera
5
0
2
3
4
5
6
Autonomia decisionale – controllo del lavoro
0
0
1
2
3
4
5
Rapporti interpersonali sul lavoro
0
1
2
3
Interfaccia casa lavoro – conciliazione vita/lavoro*
-1
 
TOTALE PUNTEGGIO
4
0
7
8
14
15
27

* se il punteggio totale dell’indicatore “Interfaccia casa lavoro” è uguale a 0, inserire 
   il valore -1. se superiore a 0, inserire il valore 0
 

CONTENUTO DEL LAVORO
INDICATORE
TOTALE PUNTEGGIO PER INDICATORE
BASSO
MEDIO
ALTO
DA
A
DA
A
DA
A
Ambiente di lavoro ed attrezzature di lavoro
0
0
3
4
7
8
11
Pianificazione dei compiti
0
0
2
3
4
5
6
Carico di lavoro – ritmo di lavoro
0
0
2
3
5
6
8
Orario di lavoro
0
0
2
3
5
6
8
TOTALE PUNTEGGIO
0
0
8
9
17
15
33

I punteggi delle 3 aree vengono sommati (secondo le indicazioni) e consentono di identificare il proprio posizionamento nella TABELLA DEI LIVELLI DI RISCHIO.
 

AREA
TOTALE PUNTEGGIO PER AREA
 
 
 
CONTESTO DEL LAVORO
4
 
CONTENUTO DEL LAVORO
0
 
INDICATORI AZIENDALI *
In attesa di dati
 
TOTALE PUNTEGGIO RISCHIO
4

*
Se il risultato del punteggio è compreso tra 0 a 10, si inserisce nella tabella finale il valore 0
Se il risultato del punteggio è compreso tra 12 e 26 si inserisce nella tabella finale il valore 2
Se il risultato del punteggio è compreso tra 28 e 40 si inserisce nella tabella finale il valore 5
 
TABELLA DI LETTURA: TOTALE PUNTEGGIO RISCHIO

 
DA
A
LIVELLO DI RISCHIO
NOTE
 
0
14
RISCHIO BASSO
25%
L’analisi degli indicatori non evidenzia particolari condizioni organizzative che possono determinare la presenza di stress correlato al lavoro, si consiglia di monitorare l’organizzazione ogni due anni (in assenza di cambiamenti organizzativi).
Per ogni condizione identificata si devono adottare comunque le azioni di miglioramento mirate.
 
15
30
RISCHIO MEDIO
50%
L’analisi degli indicatori evidenzia condizioni organizzative che possono determinare la presenza di stress correlato al lavoro.
Per ogni condizione identificata di devono adottare comunque le azioni di miglioramento mirate. Si consiglia di attuare una politica di prevenzione per lo stress al lavoro e di coinvolgere attivamente il medico competente ed i preposti. Monitoraggio annuale degli indicatori.
 
31
60
RISCHIO ALTO
+ di 50%
L’analisi degli indicatori evidenzia condizioni organizzative che indicano la presenza di stress correlato al lavoro. Si deve effettuare una valutazione della percezione dello stress dei lavoratori, coinvolgendo il medico competente o altre figure specializzate. Monitoraggio delle condizioni di stress e dell’efficacia delle azioni di miglioramento .

 
 
 
 
L’analisi non è completa in quanto sono necessari i dati relativi alla scheda “indicatori aziendali”. Per acquisire tali dati è stato incaricato il DSGA che attraverso il personale di segreteria fornirà i dati per la compilazione di detta scheda.
Non appena saranno disponibili i dati relativi agli “indicatori aziendali”, non più tardi di quattro mesi dalla stesura del presente aggiornamento, sarà completata la valutazione del rischio stress lavoro-correlato con la stesura di un nuovo documento di aggiornamento.
 
Tutto ciò premesso l’aggiornamento del DVR in merito al rischio stress lavoro-correlato, secondo quanto disposto dall’art. 29 del D.Lgs 81/2008 e s.m.i., verrà comunque ripetuto entro un periodo di tempo non superiore a 2 anni.
 
 
Programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza
 
Il Programma di miglioramento prevede iniziative di informazione/formazione finalizzate a creare la giusta consapevolezza del rischio psico-sociale al fine di fornire:
1. conoscenza del rischio oggettivo di usura psicofisica per il personale scolastico, a seconda delle mansioni e dei ruoli svolti (helping profession)
2. consapevolezza sul fatto che sul predetto rischio incidono variabili individuali da monitorare
3. condivisione quale risposta positiva per diminuire l’isolamento personale durante il disagio
4. cultura sulla giusta risposta e gestione dello stress lavoro correlato da parte di tutto il personale scolastico.
 

 

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI
(Artt. 17, 18, 28, 29 Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 aggiornato con le modifiche introdotte dal Decreto legislativo 3 agosto 2009 n. 106)
 
 
 
 
 
ESTRATTO DEL DVR
nella parte riguardante la tutela delle lavoratrici gestanti puerpere o in periodo di allattamento
 
 
 
Il presente Documento è un estratto del DVR agli atti di questa Scuola e riguarda unicamente la valutazione del rischio delle insegnanti gestanti puerpere o in periodo di allattamento.
 
 
 
 
PREMESSA
La valutazione dei rischi è uno strumento finalizzato alla programmazione delle misure di protezione e prevenzione, quindi, alla più generale organizzazione della prevenzione aziendale volta a salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori.
Il D.Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 ribadisce con ancor più forza l’obbligo della valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, con la conseguente elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) previsto dall'articolo 28.
La valutazione riguarderà anche la scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze o dei preparati chimici impiegati, nonché la sistemazione dei luoghi di lavoro, tutti i rischiivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato e quelli riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all'età, alla provenienza da altri Paesi.
Secondo l'art. 28 del D.Lgs. n. 81/08 il documento redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa e contenere:
·         una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l'attività lavorativa, nella quale siano specificati i criteri adottati per la valutazione stessa;
·         l'indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuali adottati
·         il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza;
·         l'individuazione delle procedure per l'attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli dell'organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri
·         l'indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla valutazione del rischio
·         l'individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.
La Valutazione dei rischi, l’individuazione delle misure preventive e protettive e la programmazione sono state effettuate dalle seguenti figure:
                 Ruolo                                                                                                 Firma
Dirigente Scolastico:
 
Prof. Eugenio Tipaldi                                               
 
 
Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione:
Ing. Vincenzo     Parascandolo                                 
 
previa consultazione del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
 
Ins. Errico Nunzia                                                    
IDENTIFICAZIONE E RIFERIMENTI DELLA SCUOLA
 
DATI IDENTIFICATIVI DELLA SCUOLA
 

Scuola
Distretto Scolastico n. 47
Istituto Comprensivo Statale “A. U. DUCA D’AOSTA”
Sede Centrale
Scuola Secondaria 1° Grado - Via Flavio Gioia 85, Na
Plesso Succursale
Scuola Primaria L.go Porteria del Consiglio
Ente proprietario edificio
Comune di Napoli
Dirigente scolastico
Prof. Eugenio Tipaldi
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza
Ins. Errico Nunzia
Responsabile Servizio di Prevenzione e Protezione
Ing. Vincenzo Parascandolo

 
ATTIVITÀ SVOLTE
Le attività svolte dai dipendenti di questa Istituzione Scolastica, risultano essere riportate nelle seguenti tabelle. L’attività amministrativa è svolta dal personale ATA e dal D.S.G.A. esclusivamente nel Plesso Centrale.

1.       attività didattica nella scuola:
·         attività didattica in aula
·         attività relazionali in aula e fuori aula
·         attività di assistenza agli alunni
 
2.       attività amministrativa:
·         predisposizione, istruzione e redazione degli atti amministrativo-contabili
·         rapporti con l’utenza e con i servizi esterni connessi con l’attività
·         tenuta ed archiviazione di documenti cartacei e di materiale librario
3.       servizi scolastici:
·       accoglienza e sorveglianza degli alunni e del pubblico
·       pulizia dei locali, degli spazi scolastici e degli arredi
·       vigilanza degli alunni
·       custodia e sorveglianza dei locali scolastici
·       assistenza agli alunni portatori di handicap

 
ATTREZZATURE UTILIZZATE
Le attrezzature, le macchine e gli impianti utilizzati per lo svolgimento delle attività previste sono:

1.       attività didattica nella scuola media:
·              impianto elettrico dell’edificio
·              attrezzature di laboratorio
·              videoterminali
2.       attività amministrativa:
·              impianto elettrico dell’edificio
·              videoterminali
·              fotocopiatrice
 
3.       servizi scolastici:
·              impianto elettrico dell’edificio
·              attrezzature elettriche portatili
·              scale portatili
·              attrezzi manuali

 
PRODOTTI CHIMICI IMPIEGATI
I prodotti chimici impiegati durante lo svolgimento delle attività previste sono:

1.       Attività didattica nella scuola:
·              prodotti chimici di laboratorio e per attività didattiche.
2.       Attività amministrativa:
·              toner per fotocopiatrice, inchiostro per stampanti;
·              colla ed altri prodotti chimici di cancelleria.
3.       Servizi scolastici:
·              prodotti per la pulizia.

 
GESTIONE DELLE LAVORATRICI MADRI A SCUOLA
Le lavoratrici in stato di gravidanza che svolgono lavori “pericolosi, faticosi e insalubri”, così come identificati dal D.Lgs 151/01, sono per definizione temporaneamente non idonee a svolgere quelle lavorazioni.
 
Spetta al Dirigente Scolastico, nella valutazione dei rischi effettuata ai sensi del D.Lgs 81/08, considerare anche quelli per la salute e la sicurezza delle lavoratrici in gravidanza o in allattamento, definendo le condizioni di lavoro non compatibili e le misure di prevenzione e protezione che intende adottare a tutela delle lavoratrici madri, dandone comunicazione alle dipendenti e al Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
 
Vengono di seguito elencati i fattori di rischio, presenti nella scuola, che motivano l’astensione anticipata di gravidanza e l’astensione protratta a 7 mesi dopo il parto.
 

Mansione
Esposizione pericolosa e fattore di rischio
Riferim. D.Lgs. 151/01
Periodo di astensione
Insegnanti di scuola primaria e scuola secondaria di I grado
Rischio biologico
All. B lett. A punto 1b)
All. C lett. A punto 2)
In gravidanza se negativo per Rosolia
Insegnanti di sostegno o assistenti materiali
Ausilio ad allievi non autosufficienti dal punto di vista motorio o con gravi disturbi comportamentali (rischio di reazioni improvvise e violente)
All. A lett. F, G, L
In gravidanza
Fino a 7 mesi dopo il parto se supera standard secondo > MMC
Per altri rischi valutare casi per caso secondo problemi connessi all’assistito
Movimentazione manuale disabili
All. A lett. F, G All. C lett. A punto 1 b)
In gravidanza
Fino a 7 mesi dopo il parto in base alla valutazione dei rischi
Come sopra
Stretto contatto e igiene personale dei disabili (rischio biologico)
Alleg. B lett. A punto 1b)
Alleg. C lett. A punto2
In gravidanza
Fino a 7 mesi dopo il parto
Assistente
amministrati-va
Esposizione a videoterminali
All. C lett. A punto 3 a) e b)
All. A lett. C
In gravidanza
Fino a 7 mesi dopo il parto
Posture incongrue
All. A lett. F, G
In gravidanza
Movimentazione di carichi
All. C lett. A punto 1 b)
In gravidanza in base alla valutazione dei rischi solo se supera standar MMC

 
 

Collaboratrice scolastica (ex bidella)
Impiego di prodotti di pulizia pericolosi per la salute (rischio chimico)
NB: da valutare caso per caso la reale entità del rischio chimico sulla base del tipo di detergenti usati e della frequenza e durata dell’uso
All. C lett. A punto 3 a) e b)
All. A lett. C
In gravidanza
Fino a 7 mesi dopo il parto
Uso di scale portatili
All. A lett. E
In gravidanza
Lavori pesanti
All. A lett. F
In gravidanza
Movimentazione di carichi
All. C lett. A punto 1 b)
In gravidanza in base alla valutazione dei rischi solo se supera standar MMC

 
Qualora il Dirigente Scolastico non abbia la possibilità di procedere ad un cambio di mansione idoneo, deve darne immediata comunicazione alla Direzione provinciale del lavoro che attiva la procedura per la astensione anticipata dal lavoro. Tale astensione, oltre ad interessare il periodo della gravidanza, può, in alcune situazioni di rischio, estendersi fino a sette mesi dopo il parto.
 
Alternativamente la lavoratrice può rivolgersi, munita di un certificato medico che attesti lo stato di gravidanza, la data dell’ultima mestruazione e la data presunta del parto, direttamente alla Direzione Provinciale del Lavoro territorialmente competente (per sede dell’Istituto), che procede all’istruttoria, e all’autorizzazione all’astensione anticipata nel caso che il dirigente scolastico dichiari l’impossibilità allo spostamento di mansione.
 
Quando il lavoro non comporta rischi particolari e la gravidanza prosegue senza problemi, la lavoratrice ha diritto ad un periodo di astensione obbligatoria che inizia due mesi prima del parto e termina tre mesi dopo il parto.
 
La dipendente interessata può richiedere al dirigente scolastico e all’INPS di ridurre ad un mese il periodo d’interdizione obbligatoria prima del parto per estenderlo fino a quattro mesi dopo, purché tale scelta non sia di danno per sé o per il bambino che sta per nascere. La richiesta deve essere accompagnata da idonea certificazione che attesti l’assenza di controindicazioni, rappresentata da:
• certificato di un ginecologo appartenente al Servizio Sanitario Nazionale o con esso convenzionato;
• certificato del medico competente (solo se la lavoratrice è sottoposta a sorveglianza sanitaria obbligatoria). Questa scelta non è esercitabile da chi ha già ottenuto l’interdizione anticipata dal lavoro.
 
Valutazione
Come risulta da quanto esposto, i principali fattori di rischio rilevati per le lavoratrici gestnti puerpere o in allattamento sono riconducibili ad agenti fisici (sforzo fisico, posture incongrue) e biologici (rischio esposizione ad agenti infettivi delle tipiche malattie infantili (morbillo, rosolia, etc.).
 
 
 
 
 
 
 

Identificazione delle possibili sorgenti di rischio
R=PXD
Misure di prevenzione e protezione per Gestazione/Puerperio/Allattamento
Movimentazione manuale di carichi
2X4=8
Evitare
In gravidanza
Fino a 7 mesi dopo il parto
Posture incongrue prolungate
2X4=8
Evitare
In gravidanza
Prolungata attività in piedi
2X4=8
Evitare
In gravidanza
Contatto con alunni, che possono essere portatori di malattie esantematiche trasmissibili
2X4=8
Evitare
In gravidanza
Fino a 7 mesi dopo il parto: per rischio di trasmissione al neonato di malattie trasmissibili
Influenza H1N1
2X4=8
Vaccinazione
L’Ordinanza dell'11 settembre 2009 “Misure urgenti in materia di profilassi vaccinale dell’Influenza pandemica A/H1N1”, e la Circolare dedicata alla prevenzione e al controllo dell'influenza stagionale, emanata annualmente dal Ministero, raccomandano la vaccinazione antinfluenzale alle donne che si trovano nel secondo e terzo trimestre di gravidanza.
In aggiunta a tali categorie, secondo quanto disposto dall’Ordinanza 30 settembre 2009, la vaccinazione è consigliata anche alle donne che hanno partorito da meno di 6 mesi e alle donne che assistono il bambino in maniera continuativa.
Il vaccino contro l’influenza pandemica A H1N1 così come quello contro l'influenza stagionale, è costituito da virus uccisi o di subunità e non comporta quindi, in nessuna fase della gravidanza, rischi connessi all'impiego di vaccini a base di virus viventi attenuati.
Una donna incinta, per essere completamente protetta, dovrebbe ricevere sia il vaccino contro l'influenza stagionale che quello contro l’influenza A H1N1.
La vaccinazione è pienamente compatibile anche con l'allattamento al seno in quanto viene garantito il trasferimento degli anticorpi da madre a figlio, riducendo le possibilità che lo stesso bambino si ammali.
 

 
Per il rischio biologico presente nell’attività scolastica è necessario intervenire, sia con misure generali di prevenzione, sia con misure specifiche e, in alcuni casi, con l’uso di DPI.
Le misure ambientali di ordine generale sono:
• idonea ventilazione e adeguati ricambi d’aria;
• adeguata pulizia degli ambienti: i pavimenti devono essere regolarmente puliti e periodicamente disinfettati gli arredi (banchi, sedie, strumenti di lavoro), sistematicamente spolverati e puliti da polvere, acari e pollini che possono causare irritazioni all’apparato respiratorio o reazioni allergiche;
• sanificazione periodica nei casi in cui se ne ravvisi l’opportunità (presenza di topi, scarafaggi, formiche, vespe, ecc.);
• controllo costante degli ambienti esterni (cortili, parchi gioco interni ) per evitare la presenza di vetri, oggetti contundenti, taglienti o acuminati che possono essere veicolo di spore tetaniche (anche se il rischio di tetano è stato ridimensionato dall’introduzione della vaccinazione obbligatoria per tutti i nati dal 1963).
 
Si deve porre attenzione al momento dell’assistenza igienica e di primo soccorso che deve essere prestata utilizzando sempre guanti monouso (in lattice o vinile) e grembiuli in materiale idrorepellente per evitare imbrattamenti da liquidi biologici potenzialmente infetti.
 
Per i collaboratori scolastici, la pulizia e la disinfezione dei bagni deve avvenire sempre con l’uso di guanti in gomma e camici per prevenire il rischio da infezione da salmonelle o virus epatite A.
 
Per le assistenti amministrative e il D.S.G.A., il documento di valutazione dei rischi già obbliga i lavoratori addetti a quaesta mansione a fare una pausa di venti minuti ogni due ore di lavoro trascorse davanti al videoterminale.Si avrà l'accortenza,nel caso specifico,di evitare un'eccessiva esposizione ai videoterminali e a una riduzione del contatto con il pubblico.
 
Per gli insegnanti della scuola , il rischio è legato soprattutto alla presenza di allievi affetti da malattie tipiche dell’infanzia quali rosolia, varicella, morbillo, parotite, scarlattina che possono coinvolgere persone sprovviste di memoria immunitaria per queste malattie.
 
Va anche considerata la comparsa sporadica di malattie infettive quali TBC e mononucleosi infettiva o parassitosi come la scabbia e, più frequentemente, la pediculosi. Non è infrequente la diffusione di epidemie stagionali quali il raffreddore e soprattutto l’influenza per la quale il Ministero della Salute con la Circolare n.1 del 2/8/04, indica, ai fini dell’interruzione della catena di trasmissione, l’opportunità di vaccinazione per gli insegnanti in quanto soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo.
 
 
 
VALUTAZIONE NUMERICA DEI RISCHI
La valutazione effettiva dell’indice di risciò (R) viene effettuata mediante la quantificazione delle sue componenti e cioè mediante la determinazione di:
·         probabilità di accadimento di un evento (P);
·         magnitudo delle conseguenze (M):
·         fattore induttivo determinato dal grado di informazione e formazione del personale (K).
 
FATTORE DI RISCHIO    
 
 
Quindi, per avere una effettiva riduzione del rischio, occorre provvedere a ridurre una o entrambe le componenti P ed M. oppure ad aumentare il grado di informazione e formazione.
Al fine di rendere maggiormente cautelativa l’analisi si è posto K pari ad 1.È da rilevare tuttavia che il datore di lavoro ha previsto specifiche iniziative rivolte alla formazione ed informazione sui rischi connessi all'attività lavorativa.
Ogni scala semiqualitativa prevede 4 valori, ciascuno corrispondente ad un livello importanza del danno più o meno grave e a una probabilità del suo verificarsi più o meno alta definibili nel seguente modo.
MAGNITUDO

Valore
Livello
gravità danno
Definizioni/Criteri
4
Gravissimo
Infortunio o episodio d’esposizione acuta con effetti letali o d’invalidità totale.
Esposizione cronica con effetti letali e/o totalmente invalidanti.
3
Grave
Infortunio o episodio d’esposizione acuta con effetti d’invalidità parziale.
Esposizione cronica con effetti irreversibili e/o parzialmente invalidanti.
2
Medio
Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di inabilità reversibile.
Esposizione cronica con effetti reversibili.
1
Lieve
Infortunio o episodio di esposizione acuta con effetti di inabilità rapidamente reversibile.
Esposizione cronica con effetti rapidamente reversibili.

PROBABILITA'

Valore
Livello
probabilità
Definizioni/Criteri
4
Altamente
Probabile
Esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata ed il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori. Si sono già verificati danni per la stessa mancanza rilevata in situazioni simili.
Il verificarsi del danno alla mancanza rilevata non susciterebbe alcun stupore (in altre parole l'evento sarebbe largamente atteso).
3
Probabile
La mancanza rilevata può provocare un danno, anche se non in modo automatico e diretto. E’ noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno. Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe una modesta sorpresa.
2
Poco Probabile
La mancanza rilevata può provocare un danno solo in circostanze sfortunate di eventi. Sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi.
Il verificarsi del danno ipotizzato susciterebbe grande sorpresa.
1
Improbabile
La mancanza rilevata può provocare un danno per la concomitanza di più eventi poco probabili e indipendenti.
Non sono noti episodi già verificatisi.
Il verificarsi del danno ipotizzato, susciterebbe incredulità.

Dalla combinazione dei fattori P ed M così definiti; si possono ottenere 16 diversi livelli di rischio, raggruppabili poi in quattro classi omogenee come schematizzato dalla seguente MATRICE DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO, che riporta in ascisse i 4 livelli di magnitudo e in ordinate i 4 livelli di probabilità:
 

P
 
 
 
 
 
4
4
8
12
16
 
3
3
6
9
12
 
2
2
4
6
8
 
1
1
2
3
4
 
 
1
2
3
4
M

 
Nella matrice i rischi maggiori occupano le caselle in alto a destra (danno gravissimo, evento altamente probabile), quelli minori e posizioni più vicine all'orlarne degli assi (danno lieve, evento improbabile), con tutta una serie di posizioni intermedie.
Tale rappresentazione costituisce un punto di partenza per la definizione delle priorità di intervento e per la conseguente programmazione delle misure di prevenzione e protezione da adottare.
 
GRADUAZIONE DEL FATTORE DI RISCHIO

CLASSE DI RISCHIO
IDENTIFICAZIONE CROMATICA
TIPO DI AZIONE DA INTRAPRENDERE
R =1
Rischio lieve
Il rischio può essere ritenibile (rischio lieve) pertanto gli interventi migliorativi sono da valutare in fase di programmazione.
2R3
Rischio medio
Il rischio necessita di modesta attenzione (rischio medio) pertanto gli interventi correttivi e/o migliorativi sono da valutare nel breve medio termine.
4R8
Rischio grave
Il rischio necessita di alta attenzione (rischio grave) pertanto le azioni correttive sono da programmare con urgenza.
R>8
Rischio gravissimo
Il rischio necessita di altissima attenzione (rischio gravissimo) pertanto gli interventi correttivi sono indilazionabili.

 

LOGIN

  

Registrati

Recupera Password


Trattamento dei dati

Albo Pretorio

*